sabato, 04 dicembre 2004
UN BUONISSIMO NATALE E UN BUONISSIMO ANNO
A TUTTE E A TUTTI VOI
Auguriamo a tutte e a tutti voi un buonissimo Natale e un buonissimo anno nuovo.
Il Blog nei giorni scorsi ha superato i mille accessi: è un segno del vostro interesse che ci ha confermato nella nostra volontà di andare avanti.
Ora pazientate un po' perchè faremo anche noi qualche giorno di vacanza.
Ancora tantissimi auguri a tutte e a tutti voi!
FINANZIARIA 2004: 50 MILIONI (DI EURO) ALL'OPUS DEI,
NIENTE ALL'OSPEDALE PEDIATRICO BAMBIN GESU'
OSPEDALI: In arrivo 219 mln di euro per il Policlinico Umberto I, ma nessuno stanziamento per l'ospedale pediatrico Bambin Gesu'. In uno dei maxiemendamenti alla Finanziaria vengono direttamente assegnati alla Regione Lazio 65 mln per il 2004, 60 mln per il 2005 e 75 mln per il 2006 da destinare al piano di risanamento dell'ospedale della Capitale. Sempre nel maxiemendamento vengono poi erogati 5 mln di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006 a favore dell'ospedale Casa Sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo. Confermati, infine, i 50 mln per la costruzione del Campus Bio-medico dell'Opus Dei di Roma.
(fonte: ADN KRONOS)
E' superfluo ricordare che il Campus Bio-medico è un'istituzione privata, totalmente controllata da un'istituzione privata come l'opus, che avrebbe abbondanti fondi per finanziare da sola la sua università, senza togliere altri soldi ai (gia' scarsi) fondi per la sanita' pubblica italiana, sempre piu' allo sbando. La virtu' della poverta' non dovrebbe prevedere di lasciare qualcosa a chi ha di meno? (un po' come fece san Martino con il suo mantello?) Mistero della fede degli anni 2000!
Sarebbe anche interessante sapere qualcosa sulla libertà di insegnamento nel suddetto Campus: scommettiamo che non esiste? Sarebbe interessante sapere, ad esempio, cosa si insegna a proposito di psicologia e psichiatria. (materie tabu' nell'opus dei e rigidamente controllate, tanto che un membro dell'opus - quando ne ha bisogno o quando lo obbligano - è costretto ad andare esclusivamente da psichiatri dell'opus dei, che usano psicofarmaci a vagonate; psicoterapie, psicologi e psicanalisti, neanche a parlarne, potrebbero affrontare argomenti sovversivi come libertà e sessualità!)
ANCORA SUL 'CODICE DA VINCI'
Il 'Codice da Vinci' è un romanzo americano che ha fatto molto scalpore e che è uscito di recente anche in Italia. Il libro, una specie di 'fanta-thriller-religioso', parte dal mistero del sorriso della Gioconda di Leonardo.
Nel giallo compare anche l'Opus Dei, con vicende e trame che si svolgono soprattutto nello sfarzoso e misterioso quartier generale dell'opus, nell'esclusivo quartiere dei Parioli a Roma.
Un articolo di presentazione del libro lo trovate qui:
http://www.panorama.it/cultura/scrittori/articolo/ix1-A020001021499
Non abbiamo ancora letto il libro ma riportiamo volentieri il parere di un intellettuale, Alberto Moncada, che ha letto il libro e ci dà la sua opinione.
Il commento originale lo trovate qui:
http://www.opuslibros.com/emails_recibidos.htm
Alberto Moncada
La visione dell'Opus che viene presentata da questo libro, ormai famoso, è senza dubbio una caricatura grottesca che però contiene i tre elementi essenziali della condizione del numerario (cioè il socio di punta dell'opus, che non si sposa e che vive nei centri dell'opus, a totale disposizione dei superiori, ndt):
1) la mortificazione corporale, simbolo di quella più importante, cioè la mortificazione mentale, questa resa del giudizio, questa trasformazione dell'adulto in un bambino robot, in cui consiste l'osservanza nell'Opus
2) l'obbedienza ai superiori fino all'immoralità e alla disonestà: il fine giustifica i mezzi
3) l'interesse per gli intrighi più che per la santificazione del lavoro ordinario. L'operazione Banco Popular, la vicinanza con i Borboni, il finanziamento dell'anticomunismo polacco, di cui io stesso mi ricordo, imitano la trama del romanzo che, se finirà trasformato in un film, finirà per dare un'immagine che terrà l'opus impegnata per mesi nel cercare di rettificare. Vedere a questo proposito un recente articolo del Chicago Tribune.
http://www.odan.org/media_catholics_scrutinize_enigmatic_Opus_Dei.htm
STORIE DI ORDINARIA CENSURA SU INTERNET
Quella che vi raccontiamo e' una storia di ordinaria censura, di 'silenziamento' delle opinioni, di controllo e manipolazione delle coscienze. Una precisazione: qualche imprecisione nel testo italiano non e' dovuta al tentativo di manipolare il testo originale (che comunque potete leggere qui
http://www.ahorausa.com/FyV120103FiltrosOpusDei.htm )
ma alla nostra incompetenza nel tradurre dallo spagnolo.
Se qualcuno volesse darci una mano, e' ben accetto…
Filtri per mettere sotto silenzio ex-membri della opus dei?
J.G.Santiago
Alcuni lettori del sito www.opuslibros.com protestano perche' e' stato loro precluso l'accesso a questo portale: Canguro.net lo ha catalogato come proibito, nonostante OpusLibros non contenga pornografia e non sia una setta.
Sono sempre di piu' le voci che denunciano i metodi dell'opus dei. Ex-membri hanno lanciato un portale Internet in Spagna (www.opuslibros.com) , negli Stati Uniti (www.odan.org) e in Brasile (Opus Dei do Brasil, in portoghese, http://opusdob.tripod.com/). Nella edizione di dicembre 2003 la rivista GQ degli Stati Uniti ha pubblicato un articolo che pone allo scoperto lo scontento di ex-membri dell'opus dei.
E' legale o etico che i filtri di Internet si trasformino in uno strumento per catalogare come pornografici o legati a delle sette, anche se non lo sono, quei portali che hanno una opinione diversa da questa poderosa organizzazione? C'e' chi afferma che la opus dei ha un forte controllo dei mezzi di informazione in Spagna. Il fondatore di questa organizzazione, fatto santo di recente dal Vaticano, raccomandava che molti membri dell'opus dei si dedicassero al giornalismo.
Questi sono i messaggi che alcuni lettori di OpusLibros hanno inviato agli editori del portale e che sono stati pubblicati in questo indirizzo
http://www.opuslibros.com/correosanteriores/diciembre2003/1dic2003.htm
Filtro
Da un po' cerco di entrare nella vostra pagina e non ci riesco. Mi appare il filtro che avevo comprato da Canguro.Net della Telefonica (una specie di Telecom spagnola) perché i miei figli non entrassero in pagine che contengono violenza o sesso. Ho sollecitato la Telefonica per essere cancellato dal servizio. Si vede che non ci fanno caso e che qualcuno ha incluso OpusLibros nella lista dei violenti e dei pornografi…(…)
Abbracci
Alef
Cari amici
Il braccio lungo del fanatismo e l'intolleranza non smettono di aumentare. Al punto che le cose che sto scrivendo non le potro' poi leggere perche' il mio accesso alle vostre pagine e' stato bloccato da canguronet. Come sapete appartiene alla impresa Optenet, societa' di membri dell'opus dei. E, non siete classificati come pornografia ma come SETTA.
Ma allora, o l'opus dei e' una setta oppure non lo e'; ma se non lo e', perche' qualcuno che parla di loro e' una setta?
E' cosi' vergognoso che noi non possiamo accedere qui, vi invito a scrivere lettere ai mezzi di informazione, ad organismi di difesa del consumatore, compreso il Difensore del popolo…Se loro usano mezzi vergognosi noi non dobbiamo consentire il loro disprezzo della liberta' e dobbiamo contrattaccare. (…)
Che pena vedere come impiegano la loro potenza per far tacere delle vocine invece di lottare per un mondo piu' giusto e piu' tollerante.
Oggi, amici, ho sentito piu' vergogna che mai.
C.V.
Il nostro Blog su www.opuslibros.com
Il nostro Blog ha avuto l'onore ed il piacere di essere inserito nella lista dei link del sito www.opuslibros.com .
http://www.opuslibros.com/links.htm
La cosa ci fa piacere perchè il nostro primo obiettivo è far conoscere anche in Italia questo sito di informazione libera
e di testimonianze dirette e non 'filtrate' su opus dei e dintorni.
Per fortuna il materiale presente nel sito spagnolo è enorme per cui è impossibile tradurre tutto o anche solo una parte...confidiamo nel fatto che chi è stato nell'opus dei sa sempre un po' (o parecchio) spagnolo, visto che questa è la lingua di casa (nelle riviste interne, nei libri, e anche nei capi, visto che i primi tre padri generali dell'opus dei sono stati tutti spagnoli), insieme al latino della messa e delle preghiere.
Cercheremo di tradurre il più possibile e di segnalare le novità più significative di www.opuslibros.com .
Concilio capovolto e Opus Dei.
Un inedito di Giuseppe Dossetti
Riportiamo alcuni passi salienti di un articolo di Sandro Magister sull'Espresso che parla del libro 'A colloquio con Dossetti e Lazzati. Intervista di Leopoldo Elia e Pietro Scoppola'.
Le cose che Dossetti dice sono molto forti, ma anche precise e circostanziate.
Dubbi legittimi, espressi da una personalità importante del mondo cattolico italiano del Novecento.
L'articolo integrale http://213.92.16.98/ESW_articolo/0,2393,41979,00.html
”Dove si distingue questa cosa dalla massoneria?”
(Da “A colloquio con Dossetti e Lazzati. Intervista di Leopoldo Elia e Pietro Scoppola”, pp. 99.109-112)
G. LAZZATI. Si apre nel ‘78 il problema dei rapporti fra Cei [conferenza episcopale italiana] e papa. Non sono certo i migliori: per quanto io riesco a capire il papa non si rende conto della situazione italiana, chiuso com’è nel modello della sua esperienza polacca, lontanissimo da quella che è la storia del nostro paese, e ritiene che quel modello possa essere riportato da noi. Non per niente appoggia quei movimenti, Comunione e Liberazione e Opus Dei, che in fondo cercano di interpretare quel disegno. E da qui i cortocircuiti fra fede e vita politica, le famose autonomie delle realtà temporali negate, per cui nella fede tutto è assorbito. [...]
G. DOSSETTI. Per l’Opus Dei la cosa, secondo me, è ancora più formalizzata [che per Cl]. È tanto che mi propongo di ricercare sul “Commentarium pro religiosis” [...] l’estratto di un documento della congregazione dei religiosi che autorizzava l’Opus Dei ad agire nelle diocesi senza presentare i propri statuti ai vescovi, ma presentandone solo un estratto. Da questo si può dedurre tutto. [...] Siamo nell’ambito della mancanza totale di democrazia. [...] Il nuovo codice riconosce la prelatura nullius. [...] Anche il Concilio ha approvato la prelatura nullius, cioè questa erezione in diocesi senza territorio per avere un proprio clero a fini particolari, primo caso la Mission de France. [Ma il Concilio] non prevedeva che dovesse avere un popolo. [Invece] le prelature nullius come sono state approvate dal codice e come sono nel caso dell’Opus Dei prevedono un loro popolo, non solo dei sacerdoti deputati a fini particolari. Ma come si determina questo popolo? Non è determinato per territorio, non è determinato per rito, non è determinato per altre condizioni generali, ma per un contratto, con criteri associativi. È chiaro che i vescovi hanno reagito molto. E poi ci sono dei procedimenti nel segreto. Dove si distingue questa cosa dalla massoneria? Hanno dei poteri speciali per l’ordinazione dei sacerdoti.
P. SCOPPOLA. Hanno adesso una facoltà di teologia a Roma. [...]
G. DOSSETTI. Ma sai cosa vuol dire questo? Produrre un clero proprio.
L. ELIA. Ed infatti è quello che già stanno facendo.
G. DOSSETTI. Io torno a dire che questo non è solo il risultato di certe manovre, ma anche una scelta personale, un’opzione del Vaticano. E dato che c’è questa opzione, il resistere, l’opporsi diviene molto relativo. Però bisogna farlo ugualmente.
Le vostre testimonianze
Le vostre testimonianze sono importanti. Se volete parlare della vostra esperienza personale con l'opus dei, se volete raccontare la vostra storia, potete scrivere (olibros@televisione.it) ed il vostro testo (ovviamente con la vostra esplicita autorizzazione) sarà pubblicato.
Nella pubblicazione, seguendo l'esempio di OpusLibros, rispetteremo la vostra privacy e quindi indicheremo lo pseudonimo che avrete scelto.
Due condizioni:
1) scritti in lingua italiana (se avete scritti in altre lingue, inviateli a www.opuslibros.com )
2) non pubblicheremo scritti elogiativi, celebrativi e agiografici sull'opus dei, per il semplice motivo che su internet ci sono già abbastanza (tantissimi) spazi PRO (www.opusdei www.escriva ecc. ecc.), soprattutto in italiano. Questo spazio, almeno questo, è riservato a contributi critici, in modo da creare una dialettica democratica: questo non è uno spazio CONTRO, è uno spazio DIVERSO, LIBERO, ALTERNATIVO.
sabato, 04 dicembre 2004
Libri 'introvabili': Historia oral del Opus Dei di Alberto Moncada
http://www.opuslibros.com/libros/historia_oral/introduccion.htm
Come dice Moncada, la storia orale dell'opus è l'unica alternativa alla storia ufficiale, raccontata dall'opus dei stessa.
In questo libro in spagnolo (che potete trovare sia in formato .html che .pdf), ormai non più in commercio, cinque testimoni d'eccezione raccontano l'opus dal loro punto di vista.
Si tratta di persone che hanno avuto un ruolo di primo piano nell'opus dei, in molti casi a diretto contatto con il fondatore: l'architetto Miguel Fisac; Antonio Perez; Raimundo Panikkar (sacerdote e intellettuale); Maria del Carmen Tapia (vedi un post precedente per il suo libro in italiano 'Oltre la soglia'); Francisco Jose de Saralegui, che ha svolto un ruolo importante nelle attività economiche dell'opus.
I cinque riflettono sulle loro peripezie e danno una loro visione, molto lucida, sulla reale natura dell'opus dei.
La povertà? Può attendere.
Può essere interessante sapere qualcosa sulla sede americana dell'opus dei a New York, costata 'solo' 50 milioni di dollari e terminata nel 2001.
Innanzitutto, guardatela a questo indirizzo: http://maypinska.com/pages/projects/buildbodylex.htm
Bella, vero? Con 50 milioni di dollari, ci mancava altro che non fosse bella.
Tenete conto inoltre che siamo a Manhattan, nel cuore di New York, dove le case non costano come a Quarto Oggiaro o Secondigliano.
E la povertà, direte voi? Può attendere!
A scuola con le pillole
Che c'entra questo tema dell'abuso di psicofarmaci nei bambini in un sito di informazione libera sull'opus dei? C'entra, c'entra... Come ci si può rendere conto facilmente (vedete un post precedente su 'Reconstruccion'), l'uso e l'abuso di psicofarmaci è molto diffuso nell'Opus Dei. Al primo segno di sofferenza interiore, poiché viene assolutamente escluso il ricorso a uno psicologo o psicoterapeuta (perché potrebbe porre domande imbarazzanti sulla libertà, sulla felicità, sul sesso…?) le persone dell'opus vengono 'forzate' ad andare da uno psichiatra (ovviamente dell'opus). La mia esperienza è che, dopo quattro chiacchiere, lo psichiatra si precipita a bombardarti di psicofarmaci, senza il minimo criterio e senza un tentativo di terapia psicologica 'non chimica'. Purtroppo ho testimonianze che questo accade anche per bambini e ragazzi: non a caso negli ambienti opus si va diffondendo grande interesse per l'ADHD (disordine di attenzione per iperattività), la fantomatica malattia psichiatrica dei bambini 'inventata' negli Stati Uniti per giustificare il controllo dei bambini vivaci e appena un po' fuori dagli schemi e per favorire il business miliardario delle case farmaceutiche. Torneremo a parlare dell'argomento, perché è una cosa veramente scandalosa. Per ora un articolo divulgativo per capire di cosa si parla.
Articolo di Marco D'Eramo - Il Manifesto - 3 settembre 2002
Iperattivi. Più di quattro milioni di bambini americani sarebbero affetti da Adhd, «disordine di attenzione per iperattività». Che si cura con stimolanti e antidepressivi, Prozac e Ritalin. Psicofarmaci che possono dare assuefazione
Quando cominciano le scuole, i genitori europei si precipitano nella cartolibrerie, quelli americani in farmacia. Per i figli, i primi comprano libri di testo, zainetti, quaderni, e tante penne. I secondi si riforniscono di Prozac, Zoloft, Paxil, Adderal, Dextroanfetamina, e soprattutto tanto, tanto Ritalin. Sono questi farmaci che si suppone riducano i sintomi dell'Adhd, un disordine mentale che, secondo le autorità, colpisce più di un bambino su dieci negli Stati Uniti. L'Adhd (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è il «disordine di disattenzione per iperattività». Come si vede dalla scheda accanto, i suoi sono i sintomi dei bimbi che un tempo avremmo chiamato «vivaci», «discoli», «marmocchi con l'argento vivo», i frugoletti indisciplinati in classe. Infatti basta interrompere un grande, rispondergli prima che abbia finito la domanda, non riuscire a stare seduti a lungo, tamburellare le dita o dondolare i piedi, ed ecco che ti ritrovi catalogato con la sindrome Adhd.
Subito ti viene prescritta una cura a base di stimolanti (Ritalin) o antidepressivi (Prozac). Sembra paradossale che l'iperattività venga placata con uno stimolante (un metilfenidato come il Ritalin) che è un'anfetamina.
Ma l'uso degli stimolanti per controllare la condotta dei bambini fu approvato per la prima volta negli Usa a metà degli anni 1950. Contro la cura dei bambini per mezzo di stimolanti, le prime audizioni critiche furono tenute dal Congresso degli Stati Uniti nei primi anni 1970 quando circa 100-200.000 bambini venivano trattati con questi farmaci.
Ma il boom dell'Adhd risale agli anni 1990. Nel novembre 1999 la Us Drug Enforcement Administration (Dea) avvertì che dal 1990 al 1995 l'uso del Ritalin si era sestuplicato. Nel 1995 un'organismo dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l'International Narcotics Control Board (Inbc), deplorò che «negli Usa dal 10 al 12% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni sono stati diagnosticati come ammalati di Adhd e curati con Ritalin». La tendenza è proseguita anche dopo il 1995. In particolare, sempre per i bambini e i ragazzi, si sono ulteriormente triplicate le prescrizioni di stimolanti; si sono più che raddoppiate quelle di antidepressivi. Negli Usa si smercia circa il 90% del Ritalin venduto nel mondo dalla Novartis, il colosso farmaceutico svizzero nato nel 1997 dalla fusione tra Sandoz e Ciba-Geigy. E continuano a crescere i bambini trattati con queste medicine: uno studio ha indicato che in Virginia il 20% dei bambini alla fine delle elementari riceveva stimolanti durante il giorno dal personale scolastico. Un altro studio in North Carolina mostra che sull'insieme di tutte le età, il 10% dei bambini riceveva stimolanti o a casa o a scuola. Per i maschi le percentuali arrivavano al 15%. Su 40 milioni di alunni iscritti nelle scuole Usa almeno 4 milioni prendono stimolanti.
Poiché l'eziologia è lo studio delle cause di un morbo, la formulazione diplomatica dice in soldoni che nessuno sa se quest'insieme di sintomi («l'argento vivo») sia una malattia o no, e per quali motivi. Già nel 1998 una commissione di esperti ha trovato che il metodo corrente per diagnosticare l'Adhd si è rivelato elusivo. Cioè non conclusivo. In realtà i bambini americani sono affetti da IADG (Indifferenza dei genitori e degli adulti in genere).
Altro punto problematico è il diverso atteggiamento dai due lati dell'Atlantico: un opuscolo per gli insegnanti ammette che «l'Adhd è diagnosticato molto più spesso negli Usa che in Europa, e la strategia a base di farmaci è di gran lunga più usata negli Usa». Nelle scuole europee i bambini venivano «curati» a bacchettate sulle mani, a lunghi soggiorni dietro la lavagna, o a sospensioni: «sorvegliare e punire», non «medicare». (Oggi gli psicologi consigliano di mandarli in piscina o fargli fare degli sport, oppure di dedicargli più attenzione) Ma anche oggi la società europea vede in questi comportamenti un problema di «buona condotta» e perciò di disciplina, invece che di malattia mentale. Un ricercatore ha studiato due classi di bambini, una in Inghilterra (Oxfordshire) e una negli Usa (Massachusetts). Negli Usa l'Adhd era diagnosticato al 3-5% degli scolari, mentre in Inghilterra a meno dell'1%, eppure la ricerca non trovava differenze di comportamento rilevanti tra i bambini inglesi cui non era diagnosticato l'Adhd e quelli statunitensi che invece venivano curati con Ritalin per deficit di attenzione.
L'Adhd costituisce perciò l'esempio perfetto di quelle che il filosofo della scienza canadese Ian Hacking (oggi ordinario al Collège de France a Parigi) chiama «malattie mentali transitorie» come era l'isteria a fine `800 e come sono oggi la personalità multipla, l'anoressia, la sindrome da affaticamento cronico: cioè «una di quelle malattie che compare in un dato momento, in un dato luogo, per poi sparire. Può diffondersi da un posto all'altro e ripresentarsi in momenti diversi. Può colpire una certa classe sociale o gli individui di un solo sesso, e privilegiare le donne povere o gli uomini ricchi ...». E in effetti l'Adhd colpisce una riva dell'Atlantico e non l'altra. Colpisce molto più i maschietti che le femminucce (tra i primi sarebbe 5-7 volte più frequente che tra le seconde). Colpisce in modo asimmetrico le classi sociali, per cui sembra che in fase prescolare siano molto di più i bambini indigenti a essere diagnosticati per Adhd, mentre in età scolastica sono i ceti medi e i rampolli ambienti che vengono impasticcati di Ritalin. Il fatto è che, di fronte ai «bambini difficili», in un ambiente familiare e sociale anch'esso «difficile», i medici preferiscano prescrivere psicofarmaci a buon mercato, piuttosto che un rimedio costoso, come trovare qualcuno che segua questi bimbi con più assiduità: il Ritalin costa meno del welfare e di un buon asilo nido.
In questo senso, le moderne prescrizioni non sono molto diverse da quegli sciroppi all'oppio che nell'800 le mamme ammannivano ai figli per farli smettere di piangere e, infine, addormentarli. Invece, nel caso degli scolari, il fattore sociale s'inverte: sembra che qui facciano più ricorso agli psicofarmaci le classi agiate perché sono le famiglie ricche a pretendere dai propri figli che abbiano buoni voti e vadano bene a scuola. La sindrome Adhd sembra perciò rientrare in un fenomeno molto più generale della società moderna americana, quello di incasellare a forza i vari problemi in categorie disciplinari. Ogni caso «difficile» o «irregolare» deve essere di pertinenza di un apparato. Se non può essere di pertinenza della magistratura e dell'apparato repressivo (se non può venire cioè inserito a forza in una categoria giuridica), allora va affidato all'apparato sanitario e va fatto rientrare in una categoria medica. Siccome un bambino «difficile» tra i 2 e i 4 anni fino a oggi (ma per quanto?) non può essere processato, allora bisogna trovargli una sindrome specifica e una terapia medica.
Ogni comportamento sociale deve avere la sua origine in un fattore fisiologico: un disordine mentale, una specifica malattia, anche se poi gli stessi medici americani ammettono che «i bambini con Adhd mostrano considerevole abilità nelle prove artistiche». Ma anche ammesso che il deficit di attenzione (la sbadatezza si diceva una volta) sia una malattia e non un'indole, resta da dimostrare che i benefici del Ritalin bilancino i suoi controeffetti.
Uno studio pubblicato dal Canadian Journal of Psychiatry (ottobre 1999) indagava su 192 bambini diagnosticati Adhd. 98 di loro ricevevano un trattamento di Ritalin, e tra loro il 9% ha evidenziato sintomi psicotici che sono poi spariti appena il trattamento è cessato. Nessuno degli altri 94 bambini (che non erano stati medicalizzati) ha mostrato sintomi psicotici. D'altronde l'Istituto nazionale statunitense di salute mentale (Nmhi) consiglia ai genitori di far prendere ai bambini delle vacanze dalla medicina («drug» in inglese) durante le vacanze scolastiche. Per di più, il Ritalin è diffusissimo nei college perché gli studenti possono procurarselo su prescrizione medica: un ragazzo l'ha chiamato «la cocaina dei poveri». Come ha scritto per il New York Times un'autrice che si era accorta di essere diventata una tossica di questo farmaco, «Qualunque cosa di buono faccia il Ritalin per aiutare a ricentrare chi ha problemi di attenzione, la fa per una ragione semplice, che è un'anfetamina. Infatti il Ritalin è più o meno la stessa roba che è venduta come speed per la strada. Mentre la gente si stupisce dell'effetto paradossale che permette a uno stimolante come il Ritalin di calmare un bambino sbarazzino, questa reazione è perfettamente logica: lo speed alimenta un'intensa capacità di concentrarsi con calma».
Tutti negano che il Ritalin dia assuefazione, ma lo stesso Nmhi, quando elenca i «miti» e la «realtà», conclude. «Mito: Il trattamento dovrebbe essere interrotto quando il bambino raggiunge l'adolescenza. Fatto : Neanche per idea! Circa l'80% di chi aveva bisogno della medicina da bambino, ne ha ancora bisogno da adolescente e la metà ne avrà bisogno da adulto». Se penso che da bambino ero irrequieto, avevo l'argento vivo, e ho spesso avuto sette in condotta, mi dico che l'ho scampata bella a essere nato prima e altrove, rispetto ai bambini che crescono oggi negli Usa: sarei ancora, e per tutta la vita, sotto psicofarmaci.
Ritalin, Prozac, Zoloft, Dextroanfetamina. Istruzioni per l'abuso
Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali, i sintomi di Adhd (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) possono essere o di disattenzione oppure d'inattività e impulsività.
Sintomi di disattenzione:
* Farsi distrarre facilmente da viste o suoni irrilevanti
* Mancare di dare attenzione ai particolari e fare errori di incuria
* Seguire raramente in modo completo e accurato le istruzioni
* Perdere o dimenticare oggetti come giocattoli, o penne, libri, o strumenti necessari a un compito
Segni d'iperattività e iperimpulso:
* Sentire irrequietezza, muovere spesso mani o piedi o dimenarsi
* Correre, scalare, lasciare la propria sedia in situazioni in cui sono contemplati un comportamento calmo o stare seduti
* Rispondere sconsideratamente prima di aver ascoltato tutta la domanda
* Avere difficoltà a rispettare la fila o il proprio turno quando si aspetta
Riportati da un opuscolo dell'Istituto nazionale statunitense di salute mentale(Nimh), questi sintomi sono chiaramente pensati per situazioni scolastiche e per designare i bambini indisciplinati.
E infatti è più preciso l'opuscolo a uso degli insegnanti Usa, che fra gli altri sintomi di un bimbo Adhd elenca:
* Spesso sembra non ascoltare quando gli si rivolge la parola
* Ha difficoltà a organizzarsi
* Trascura le attività quotidiane
* Interrompe o s'inserisce in conversazioni altrui
* Parla troppo
* Ha speso difficoltà a giocare in modo calmo
Lo stesso opuscolo prescrive quindi antidepressivi, stimolanti e clonidina. Tra gli antidepressivi, prima si usavano i «triciclici» (così chiamati per la struttura chimica della molecola) che però avevano molti effetti collaterali, come turbe alla vista, perdita di equilibrio, bocca secca e costipazione.
Oggi si usano di più gli Ssri (Prozac, Paxil e Zoloft) che innalzano il livello di serotonina nei terminali nervosi e, sempre secondo il suddetto opuscolo, «il risultato è analogo a quello di eliminare i disturbi statici da un sistema telefonico. La comunicazione diventa più facile e richiede meno sforzo».
Gli stimolanti possono consistere in Ritalin (ad azione rapida o rallentata), Dextroanfetamina, Cylert (Pemolina), Adderal. Per esempio, "il Ritalin ad azione rapida inizia ad avere effetto mezz'ora dopo che è stato ingerito, ha un picco intorno alle due ore ed esaurisce l'azione a 4 ora. Deve essere preso parecchie volte al giorno per mantenere il suo effetto."
Censura: nei centri dell'Opus non può entrare neanche 'La Repubblica'
Testimonianza di una persona che ha frequentato una residenza universitaria dell'Opus Dei e (per sua fortuna) ne è scappato. La censura arrivava a proibire la lettura di quotidiani come 'Repubblica'. Semplicemente assurdo.
Fonte: http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=8404
Giovanni Paolo II, luci ed ombre di un pontificato
Vorrei intervenire sull’eccellente (a parte sporadicissime eccezioni) dibattito su Papa Giovanni Paolo II e sul suo lunghissimo pontificato
Fra gli indubbi meriti di questo Papa c’è stata, e lo dico da agnostico e da persona che lavora nell’informazione, un’indubbia capacità di sfruttare i mezzi di comunicazione. Pochi hanno saputo fare altrettanto. Quello che pero’ fa una certa impressione è l’aggettivo che molto, troppo spesso, gli viene incollato addosso: rivoluzionario.
Questo Pontefice è stato/è un grande uomo politico, mi pare indubbio, ma anche un Papa estremamente conservatore e spesso chiuso, nei confronti della modernità.
Ai suoi richiami al Vangelo (che detto per inciso resta uno dei libri più avvincenti e rivoluzionari della storia umana) sono seguiti passi dottrinali e politici all’insegna della reazione o, se volete, del conservatorismo più acceso.
Nel nuovo catechismo della chiesa cattolica, fra le pagine dedicate ai rapporti fra fidanzati, è testualmente scritto, ad esempio, che: “sono consentiti solo casti abbracci e che se uno dei due si accorge del montare di una certa tensione, essi debbono immediatamente finire”.
Il Vaticano ha fatto fallire la conferenza dell’ONU in Africa quando i delegati si sono permessi di parlare dell’uso dei preservativi e di una politica di controllo delle nascite in un continente martoriato dall’aids, una vera e propria bomba biologica che rischia di esplodere e trasformarsi in una pandemia visto che, oramai, le popolazioni si spostano con facilità. La Sars ne è una prova.
Non era mai accaduto che un Papa (e qui siamo di nuovo in Italia) rimproverasse direttamente i politici di una nazione, come avvenne in occasione del Gay Pride nel 2000. “Esprimiamo il nostro rammarico”, disse il Papa all’Angelus, “per le note manifestazioni che offendono una città santa come Roma”. Detto per inciso il centro-sinistra allora perse la provincia che ando’ a Moffa, un politico di AN non certo di spessore visto che non sembra avere radicamento sul territorio e verso il quale lo stesso partito di Fini sembra nutrire forti dubbi. Moffa, per la cronaca, non è stato rieletto. Giovanni Paolo II non ha poi mai fatto mistero di quello che pensa dell’omosessualità.
Questo Pontefice, e qui non temo smentite, ha fatto più Santi e Beati nel suo Pontificato, che tutti i suoi predecessori, da San Pietro ad oggi, messi assieme. E anche questa è una scelta politica. Cosi’ come politica è stata la decisione di elevare a prelatura personale l’Opus Dei. Una sigla che per molti non significa nulla, ma che indica invece una delle organizzazioni più controverse e dibattute della storia di Santa Madre Chiesa.
Il suo fondatore José Maria Escrivà de Balaguer fu molto vicino a Francisco Franco e sette dei ministri del gabinetto del caudillo spagnolo uscirono dalle sue fila. È nota poi l’avversità di Escrivà alla “Teologia della liberazione”, quel movimento riformista cattolico che cerco’, con alcuni successi, di favorire un processo di democratizzazione in America Latina.
Molti personaggi di altissima levatura del mondo economico e politico italiano appartengono all’Opera. Essa ha, all’interno della chiesa, in pochissimo tempo, scalzato l’ordine dei Gesuiti dalle leve di comando. Fra i suoi affiliati va citato ad esempio Navaro Valls, potentissimo portavoce vaticano.
Perché temere questa organizzazione? Innanzitutto per l’assoluta mancanza di trasparenza della stessa (una cosa che i suoi membri spacciano per understatement). Dal punto di vista economico è un sistema di scatole cinesi con infinite ramificazioni e investimenti immobiliari in moltissime città.
Informatevi a Roma e Milano per fare un esempio.
Chi ne ha fatto parte racconta di un totale controllo delle coscienze, dello sviluppo di una “sindrome da accerchiamento” che porta a vedere solo l’Opera come un rifugio sicuro. Un controllo che si esercita anche e soprattutto attraverso scuole e collegi universitari.
L’Opus ne ha moltissimi in giro per il mondo, sempre a Roma l’Università mariana, o ancora l’università di Navarra e Pamplona in Spagna, insomma è un luogo di potere che mi sentirei di consigliare a un paio di persone che scrivono spesso su questo sito e che al servizio di un qualche potere cercano disperatamente di porsi, mi sembra con scarso successo da quanto leggo.
Chi scrive ha fatto, all’epoca, la sua esperienza, giovane studente diciottenne nella grande città, ebbe l’occasione di fare un “test” (che per inciso ando’ anche bene) per entrare in uno di questi studentati. Fra le cose che mi vennero dette ci fu una frase che mi ricordero' finche' campo. "Alcuni giornali qua non devono entrare". Giovane post-adolescente la mia mente corse subito alle Ore e a Caballero (i piu' smaliziati fra voi sanno di cosa parlo). Mi venne invece specificato che:“la Repubblica qui non ha posto. E spesso nemmeno il Corsera.”
La sera a tavola, in maniera inattesa, venni sottoposto a una serie di battute sul “sistema”, sull’essere contro, sugli sbirri. Sulle prime non compresi. Poi mi resi conto che il mio borsone in camera era stato controllato durante la mia assenza. Al suo interno (mea culpa): la custodia (vuota) di una cassetta dei 99 Posse e un libro di Fromm. Per la cronaca io in quel collegio ci sono rimasto un anno e poi sono andato via. Fossi restato forse ora sarei in qualche redazione con un contratto almeno da caposervizio, vai a sapere.
Escrivà è stato, e ci mancava pure, fatto immediatamente beato, a pochissimi anni dalla sua morte e ce lo ritroveremo ben presto nei calendari (se vi andate a leggere i regolamenti ecclesiastici il processo di beatificazione non potrebbe partire se non diverse decine di anni dopo la morte della persona, per non parlare di quello per renderlo santo).
Pochi processi di beatificazione sono stati cosi’ palesemente falsati. Tutti i testimoni a discarico sono stati messi a tacere e l’intero iter è stato semplicemente un pro forma visto che era già stato deciso che Escrivà doveva essere fatto santo. Anche in questo caso (e lo dico ai giornalisti) andatevi a leggere gli atti, persino i colleghi che sono credenti rimarranno stupiti.
Consiglio anche la lettura di alcuni scritti del “Padre” (cosi’ è chiamato Escrivà dai suoi fedeli) che gli affiliati considerano molto profondi, fra cui “Cammino” un libretto che dovrebbero sfogliare soprattutto le signore per comprendere in quale considerazione “subalterna” venga tenuta la donna dal nostro. Se poi vogliamo proprio dirla tutta un libro che mi sembra importante è “Oltre la soglia”, di Maria del Carmen Tapia. Lo ha scritto una delle più alte responsabili del settore femminile dell’Opus che è poi uscita dall’organizzazione per ovvi dissapori con quelli che la governano. Se un 10% di quello che è scritto in questo grosso testo è vero, l’Opera dovrebbe essere messa fuori legge altro che prelatura personale.
Insomma tutto questo per dire che questo Pontificato è stato certamente un evento da ricordare, ma che forse, fra molti anni, dovrà anche essere riletto e riesaminato dagli storici per comprenderne appieno le scelte e, perché no, gli errori.
Fra le critiche che mi permetto di muovere a questo Pontefice c’è quella di essersi troppo spesso limitato a frasi di circostanza per denunziare fatti gravi (e non mi riferisco ai casi di pedofilia nella chiesa USA, un caso che considero montato ad arte visto che non trovo giusto che, a causa di alcuni pervertiti, seppure preti, si getti nel fango un’intera chiesa), più che altro mi riferisco alle innumerevoli volte che il Papa si è richiamato “alla pace, alla fratellanza, al rifiuto della violenza”, senza prendere pero’ posizioni nette nel condannare determinate situazioni (ovvero facendo nomi e cognomi, nella sua posizione e in una forma soft poteva certo sfruttare la sua posizione). Chissà, forse, un po’ più di coraggio, avrebbe potuto evitare alcuni dispiaceri all’umanità tutti.
Sono stato anch'io nell'opus dei per alcuni anni e conservo un ricordo molto negativo di quel periodo. Ogni tanto, ciclicamente, mi trovo a fare i conti con il mio passato e a rivivere e a superare nuovamente questa esperienza.
Per questo ho sofferto e mi sono commosso leggendo 'Oltre la soglia' di Maria del Carmen Tapia. Per questo ho sofferto e mi sono commosso leggendo le tante testimonianze di www.opuslibros.com .
Nell'opus ci sono alcune brave persone, forse anche parecchie, ma ci sono anche, soprattutto tra quelli che comandano, persone scarne, fanatiche, disumane, senza scrupoli: è l'istituzione che stritola tutto, anche quelle brave persone, che ci sono e che portano avanti la baracca senza riuscire a vedere fino in fondo la realtà che vivono.
Spero che altre donne e uomini, ragazze e ragazzi italiani che hanno avuto a che fare con l'opus dei vogliano lasciare qui la loro testimonianza. Basta chiederlo nei commenti. Non pubblicherò testimonianze favorevoli all'opus per la semplice ragione che Internet ne è stracolma. Non voglio neanche i soliti articoli su Ior, caso Calvi, massoneria, Franco, Pinochet: ogni tanto pubblicherò qualcuna di queste notizie, come l'ultima sui 50 milioni di euro regalati all'opus dal governo italiano.
Quello che mi interessa sono testimonianze dirette, soprattutto di chi 'è uscito oltre la soglia'.
Policlinico "dei miracoli".
Regalo da 50 milioni di euro dal governo all'opus dei
Fonte: http://andracco2.splinder.com/1068068907
Cinquanta milioni di euro, qualcosa come cento miliardi di vecchie lire, un quarto circa di tutto ciò che lo Stato darà a tutti gli atenei italiani. Verranno dati dalla Finanziaria in corso d'approvazione a un solo ateneo, privato, per la realizzazione ex novo di un policlinico. I cinquanta milioni saranno erogati pronta cassa in due tranche - una nel 2004 e una nel 2005 - metà dal ministero dell'Economia e metà da quello della Salute per finanziare il progetto di una università privata, quella dell'opus dei. Una cifra enorme, o per dirla con le parole di Paolo Giaretta, il relatore dell'opposizione sulla Finanziaria al Senato, "un'enormità".
Il relatore dell'Ulivo, che è della Margherita, ha definito "gravissimo" lo stanziamento di questi 50 milioni di euro per la costruzione di un campus biomedico, approvato dalla Commissione Bilancio di Palazzo Madama. "Basti pensare -fa notare Giaretta- che il totale del fondo per gli interventi a favore di altre 65 Università ammonta a 238 milioni di euro e che, per l'intera riforma della scuola sono stati stanziati 90 milioni di euro".
È proprio questo il dato che colpisce l'attenzione. I fondi sono infatti stanziati ad una università privata mentre gli stanziamenti a favore di università pubblica e ricerca continuano infatti a diminuire, come denuncia il senatore Luciano Modica, ex rettore dell'ateneo di Pisa. E i rettori hanno già minacciato di protestare duramente, proprio come avvenne l'anno scorso quando si dimisero in massa.
È vero che il campus biomedico dovrà convenzionare con il servizio sanitario nazionale almeno parte dei suoi 350 nuovi posti letto da costruire nell'area di Trigoria (su terreni in parte regalati e in parte venduti da Alberto Sordi).
Ma è anche vero che i cinquanta milioni vengono offerti ad un'organizzazione come l'opus dei con agganci importanti nei santuari della finanza vaticana e con casse molto floride, costantemente rimpinguate da donazioni e dai proventi delle molteplici attività anche di tipo assistenziale diffuse in tutto il mondo.
Dunque l'opus dei ha davvero bisogno di un così ingente contributo statale? E lo stato della sanità pubblica nel Lazio, esempio di punta di una gestione disastrosa del sistema sanitario nazionale, su cui si riversano anche molti dei malati provenienti dalle regioni del Sud, trova qualche giovamento dal fatto che una simile cifra venga destinata alla costruzione di una struttura medica privata? Il campus biomedico dovrebbe essere pronto nel 2006.
A Roma secondo Giulia Rodano, consigliere regionale diessina, oggi i tagli alla sanità sono arrivati a un punto limite, tanto che in un grande ospedale pubblico come il San Camillo manca il latte fresco, gli omogenizzati e non è più possibile fornire ai ricoverati una dieta con prodotti freschi come la bistecca e il pesce.
In Puglia il governatore Fitto è alle prese con nuove proteste dei cittadini per la chiusura di importanti reparti di chirurgia e di servizi ospedalieri. In Sicilia il governatore Cuffaro propone, per aggirare i tagli, la possibilità alle aziende sanitarie siciliane di vendere all'asta i propri beni alle banche, compresi gli ospedali: una specie di "sanità in leasing" come denuncia il senatore diessino Angius. Infine il presidente della regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, denuncia che i tagli della Finanziaria mettono a serio rischio la realizzazione dei nuovi ospedali, tra cui quello, pubblico, di Parma. Lo stesso Girolamo Sirchia, ministro della Sanità, ha ammesso che per l'apertura dell'ospedale di Parma si dovrà aspettare ancora "un anno o due". Ma lo Stato intanto finanzia per un terzo l'apertura in tempo record del policlinico dell'opus dei (il costo complessivo dell'ospedale di Trigoria è infatti di 157 milioni di euro).
http://www.opuslibros.com/urbano_no_inventes.htm
Libri silenziati sull'Opus Dei
Raccolta di libri (in spagnolo) sull'Opus che non sono più in commercio - per varie ragioni! - e che sono qui disponibili in formato .html o .pdf.
Segnaliamo 'Reconstruccion' (18 anni nell'Opus Dei), scritto da una donna italiana (vedi post di ieri), ed il bellissimo 'Tras el umbral. Una vida en el Opus Dei' di Maria del Carmen Tapia.
Questo libro è per fortuna disponibile in italiano: OLTRE LA SOGLIA. UNA VITA NELL´OPUS DEI - Maria del Carmen Tapia - Baldini&Castoldi - € 8,26 -I Nani Tascabili.
La fiera dei santi
Gianfranco Accattino
(Il Foglio, ottobre 2002)
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Si poteva pensare che con la beatificazione di Pio IX (settembre 2000) l’apparato vaticano avesse toccato il fondo. Dopo che è stato proposto come modello di virtù evangelica un ghigliottinatore, rapitore di bambini e soffocatore della libertà religiosa (ma pur sempre un papa), l’istituto stesso delle beatificazioni e canonizzazioni è stato svilito e azzerato.
Tuttavia, forse proprio perché ormai vanificata dall’inflazione, e anche grazie alla quasi totale indifferente silenziosa rassegnazione con cui il popolo dei fedeli accetta il fenomeno, la fabbricazione di santi e beati sembra riacquistare vigore, assumendo una nuova natura. Abbandonata la tradizionale parsimonia, assottigliati e annullati gli aspetti “processuali” (l’avvocato del diavolo è stato messo a riposo da tempo), ristretti al minimo i tempi di analisi, miracolosamente accertati i necessari miracoli, ora si propongono santi a cadenze periodiche sempre più ravvicinate. Nelle valige del pontefice in partenza per un viaggio i solerti collaboratori non dimenticano mai di inserire, per la gioia di chi riceverà la visita, il santo confezionato per l’occasione.
I giornali si soffermano con inevitabile ironia sulle cifre del fenomeno: numero di santi e beati proclamati da Giovanni Paolo II in rapporto a ogni papa precedente e a tutti i papi presi insieme – numero di anni intercorsi tra morte, beatificazione, canonizzazione – numero di persone presenti alle cerimonie (anche qui con confronti e classifiche sull’indice di gradimento).
Questo folklore mediatico nulla ha a che vedere con l’annuncio di Gesù, che si limitò a proclamare, da una piccola altura sopra il lago, un numero indefinito di beati anonimi tra coloro che avrebbero saputo far sorgere dalla loro coscienza miracoli di amore, di pace, di giustizia, e che altre coscienze avrebbero riconosciuto come beati. Occorre quindi sforzarsi di capire modi e ragioni di questa frenesia canonizzatrice. A noi pare di scorgervi la stessa ansia di conquista che spinge qualunque azienda a identificare, misurare, studiare le possibili aree di mercato, per poi proporre a ogni segmento il prodotto che sogna e si attende.
Tutti gli osservatori hanno sottolineato le nette caratteristiche sociali, politiche, culturali, etniche, che presentava la folla accorsa in San Pietro per Escrivà de Balaguer: borghesia medio-alta ispanica (Spagna e America Latina), cultura universitaria, giacca cravatta e abiti firmati, cuore e portafoglio a destra, contegno signorile. Qualcuno vi contrapponeva la fantasia contadina e gli stendardi variopinti dei seguaci di padre Pio.
La canonizzazione non sembra più occuparsi dell’individuo proposto alla venerazione, ma del gruppo che si identifica in quell’individuo e preme perché il riconoscimento avvenga e avvenga al più presto. Così si santifica Escrivà per santificare l’Opus Dei, e si dimenticano i severi giudizi del passato su padre Pio perché ora c’è una richiesta del mercato che va soddisfatta e porterà consenso. Questo criterio commerciale non si ferma neppure di fronte alle obiezioni più radicali: nel caso della recente canonizzazione di Juan Diego, il veggente indio di Guadalupe del XVI secolo, era in dubbio la stessa esistenza storica del personaggio, ma questo dettaglio fu facilmente superato, c’era un largo settore a cui andava offerto un santo, e santo fu. Incidentalmente, l’obiezione non era posta da qualche anticlericale guastafeste, ma dallo stesso ex abate di Guadalupe!
Non c’è da stupirsi che sia scomparso il processo e le procedure siano state accelerate. Una volta stabilito l’obiettivo, e determinata la pressione (in termini numerici e di potere) che spinge verso di esso, l’obiettivo va realizzato. La causa di beatificazione di Escrivà fu introdotta a sei anni dalla sua morte dal cardinale Palazzini (uomo dell’Opus Dei) con la consulenza di Echevarria Rodriguez, futuro prelato dell’Opera, attuale successore di Escrivà.
Ci sono troppe testimonianze sul modo con cui l’intero procedimento si è sviluppato, troppi potenziali testimoni sgraditi esclusi dalle audizioni, perché non appaia chiaro che l’intera operazione Escrivà è stata voluta e gestita dall’organizzazione da lui fondata, e che in tutta l’operazione abbiano contato solo gli interessi di potere dell’Opera.
L’Opus Dei nacque in Spagna nel 1928. Il fondatore Josemaria Escrivà de Balaguer fu ammiratore e sostenitore di Hitler e Franco. Ai governi franchisti l’Opus Dei fornì numerosi ministri. In tempi più recenti, Escrivà salutò con entusiasmo il golpe di Pinochet in Cile («questo sangue era necessario» sono le parole che gli vengono attribuite) e anche qui l’Opera provvide a circondare il dittatore di suoi fidati ministri. Oggi l’America Latina resta l’area di maggiore penetrazione dell’organizzazione. Come successore del vescovo Oscar Romero, assassinato dall’estrema destra in San Salvador, l’Opus Dei ha posto Fernando Saenz Lacalle, assistente religioso dei militari di quel paese.
Dell’Opus Dei si è parlato in innumerevoli situazioni di intreccio tra potere religioso e poteri finanziari, benché le responsabilità restino offuscate dal carattere di setta di questa organizzazione, in cui permane lo stile della segretezza (gli apologeti preferiscono parlare di riserbo) che le ha meritato appellativi come “Mafia bianca” e “Octopus Dei”. I metodi di reclutamento adottati dall’Opera hanno destato preoccupazioni, soprattutto nei paesi anglosassoni, più sensibili al rispetto della dignità individuale. Nel 1981 il cardinale inglese Hume pubblicò direttive per obbligare l’Opus Dei a desistere dalle sue pratiche di reclutamento segreto. Negli Stati Uniti esiste dal 1991 la Odan (Opus Dei Awareness Network), gruppo fondato dalla madre di una studentessa di Boston, Tammy Di Nicola, che visse l’esperienza del reclutamento nell’Opera e delle penose traversie per poterne uscire. Esperienze simili sono numerosissime, molte documentate da autobiografie. Tutto ciò dimostra per lo meno che Escrivà non fu persona al di sopra di ogni sospetto. Rimandiamo i nostri lettori alla consultazione del sito Odan (www.odan.org), ricco di testimonianze, riferimenti bibliografici alle vicende Opus Dei e collegamenti alle fonti dell’Opera stessa.
Ci resta però ancora una domanda. Che ci faceva, domenica 6 ottobre, Massimo D’Alema in mezzo ai cardinali opusdeisti in piazza San Pietro? Si era rifugiato là perché sicuro che in quell’ambiente nessuno gli avrebbe chiesto di dire qualcosa di sinistra?
Ricostruzione (18 anni nell'Opus Dei)
http://www.opuslibros.com/libros/Reconstruccion/indice.htm
La testimonianza di una donna italiana, Aquilina, che racconta con lucidità e feroce autoanalisi il prima, il durante e il dopo della sua permanenza nell'Opus.
Un sito per far conoscere anche in Italia www.opuslibros.com , un sito spagnolo molto completo che presenta testimonianze dirette di persone che sono state (a volte per molti anni) nell'Opus Dei. Per un'informazione libera e completa.